Questa mattina l’arte è entrata in punta di piedi.
Si è posata sulle mani, ha seguito il respiro, ha preso forma nel segno, in bianco e nero.
I bambini del gruppo 5 anni hanno osservato in silenzio il nascere delle tracce: gesti lenti e improvvisi, linee essenziali che raccontano emozioni ancora senza nome. Il dialogo tra chiaro e scuro ha creato profondità, rilievi, piccole storie da toccare con gli occhi.

Come in una lezione fatta di gesti e silenzi, Davide Ghiacci ha tracciato segni e lasciato emozioni, che i bambini hanno accolto nello sguardo, trasformandole in ascolto e presenza.

Perché l’arte, quando nasce così, è un incontro gentile con sé stessi.








