Le scuole di Reggio Emilia sono conosciute nel mondo per la loro straordinaria esperienza educativa.
Anche nelle scuole FISM si vive ogni giorno la stessa convinzione: l’infanzia merita luoghi belli, relazioni autentiche, educatori appassionati e comunità capaci di crescere insieme.
Per questo ogni scuola che mette davvero al centro il bambino può essere, a suo modo, “la scuola più bella del mondo”.
E nelle scuole FISM questo significa vivere i nostri valori: cura, ascolto, inclusione, creatività e fiducia nel potenziale di ogni bambino, perché ogni piccolo merita di crescere felice, sicuro e protagonista della propria esperienza.
PRIMA i BAMBINI… e ogni scuola più bella!

Anche le nostre scuole sono le più belle del mondo
Ho letto in questi giorni della visita della principessa Kate a Reggio Emilia per visitare le cosiddette “scuole più belle del mondo” dove “la fantasia è regola”, dove il bambino viene messo al centro del progetto educativo, non è più oggetto, ma soggetto per cui esperienze a gogò… attività che stimolano la sua creatività a tutto tondo eccetera.
Questo è il modello da impiantare in tutto il mondo, dicono i giornali. Allora mi ci metto anch’io, e sono di parte, lo so, perché sono pure figlia d’arte, infatti mio papà è stato presidente della FISM, anzi l’ha fondata a Reggio Emilia nel 1974, dopo che si era costituita a Roma e ne è stato presidente provinciale, regionale, membro della segreteria nazionale e direttore della rivista nazionale “Prima i bambini”.
E ho seguìto per tutto il tempo della sua presidenza fino al 2000 le vicende di queste scuole e pure le continuo a seguire avendo nipoti e pronipotini che le hanno frequentate; una delle nostre piccole poi, comincerà la frequenza in queste scuole il prossimo anno. Ho visto, a volte fatto anche di persona (come volontaria), esperienze bellissime.
Leggo il titolo di una mostra FISM del 1996, che vuol dire che già da tanto tempo si realizzavano e si realizzano belle cose, e il titolo è: “Passeggiando fra le fiabe”.
E l’introduzione dice: “Penso che sia giusto che il bambino sogni ad occhi aperti. L’esperienza ci insegna che proprio attraverso questo mondo affascinante e coinvolgente della fantasia è possibile arrivare al cuore e comprendere profondamente la realtà, i suoi meccanismi, i sentimenti, i comportamenti indispensabili per crescere giorno dopo giorno… perché la crescita di ognuno avviene attraverso una molteplicità di sollecitazioni interpersonali ed esplorative-interattive nei confronti del mondo circostante”.
E potrei andare avanti all’infinito a raccontare la realtà di queste meravigliose scuole, scuolette piccole o grandi che fanno, e oggi ancora di più, fatica a restare in piedi perché noi non abbiamo le risorse economiche delle scuole comunali anche se, e questo è da dire, anni fa, non oggi a causa del pesante calo demografico, è grazie anche alle nostre scuole che si sono potuti accogliere tutti i bimbi che ne facevano richiesta, perché la richiesta era maggiore dell’offerta…
Ho visitato tante scuole, ho assistito a tante discussioni per le famose convenzioni, ho visti bimbi entusiasti per le visite al planetario per una due giorni (bimbi di 5 anni) sulle colline a studiare le stelle con l’aiuto di un esperto, progetto creato dalla scuola “Elisa Lari” (scuola di alcuni miei nipoti e pronipoti) per non parlare dei contatti e delle visite di questi piccoli all’hospice di Montericco per portare piccoli doni ai ricoverati.
Ho visto il progetto “Reggianità” (solo per continuare a fare esempi) della scuola materna San Pellegrino che ha coinvolto i bambini dalla preparazione dei cappelletti, piatto reggiano gourmet e conseguente degustazione, alla visita alla Basilica della Ghiara, tutti estremamente interessati dalla storia di Marchino il sordomuto.
Ho partecipato come guida turistica ai viaggi di istruzione delle suore del Gesù, preparati con competenza e precisione.
Ricordo poi il cammino di preparazione al Natale di varie scuole, le feste con i genitori davanti a presepi originali e interattivi. Come non posso dimenticare le adunate oceaniche della festa del bambino in piazza del Duomo con il vescovo Paolo e i clown che facevano animazione in cui erano presenti da tempo tutte le etnie, cinesi, bimbi di colore…. Ho partecipato a convegni e mostre organizzate dalla FISM. Grandiosa la prima mostra regionale “Cinciribincittà” a Reggio Emilia nel 2000.
Nella presentazione a proposito degli intenti ci si esprimeva così: “Mostrare che anche con mezzi modesti o addirittura poveri si può realizzare una scuola di qualità, armonizzando ed esaltando fantasia e creatività con apertura alle più diverse tecniche espressive.
Far capire a chi sa ‘leggere’ i lavori dei bambini che tutto è inserito in un progetto educativo basato su alcuni valori: da quello religioso, radicato nel vangelo, a quello morale, scritto nella natura dell’uomo, dai quali derivano quelli di famiglia, dialogo, pace, giustizia, tolleranza, capacità di rinuncia, libertà”. Ed è bellissimo sfogliarlo questo catalogo.
Leggo ad esempio (a cura del dottor Franco Bolondi) “Creare, inventare, manipolare, assemblare… insieme”. E poi ancora “Spazio e gioco (a cura dell’architetto Paolo Bedogni) collocarsi nei luoghi”.
E nella conclusione leggo: “Nelle nostre scuole oggi si sperimentano e si sollecitano i molti linguaggi dei bambini, le loro capacità espressive e creative; ma da sempre si è convinti che i piccoli debbano essere costantemente posti in rapporto con ‘principi’ oltre che con il prossimo: stimolando autodisciplina, auto controllo, rispetto dell’altro pur nella libertà, nella spontaneità, nell’affermazione di sé, nella ricerca di un difficile ma prezioso equilibrio”.
Davvero allora un grazie pieno di riconoscenza a tutti quelli che operano nelle nostre scuole, che hanno insegnato ai bambini a dire grazie, scusi, prego, per favore. Grazie alle Carmele, alle Morene, alle Giulie, ai Franco, per citarne solo alcuni, a chi si adopera per i bimbi.
Perché anche le nostre scuole sono le più belle del mondo.
Maria Chesi








