Domenica 14 giugno, nella Basilica di Pieve, la comunità di Guastalla ha salutato suor Tarcisianna,
suor Agnese e suor Renata, che dopo oltre trent'anni lasciano la bassa così come richiesto dalla congregazione delle Piccole Figlie di San Giuseppe che, per mancanza di vocazioni, si vede costretta a chiudere la sede guastallese. Pubblichiamo di seguito il testo del saluto della scuola dell'infanzia "Bambino Gesù" di Pieve di Guastalla.
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"Carissime suor Tarcisianna, suor Agnese e suor Renata, desideriamo rivolgere a voi il nostro saluto più affettuoso e riconoscente.
Con emozione e sincera gratitudine vi ringraziamo per i lunghi anni vissuti nella comunità di Pieve, anni donati con discrezione, dedizione e autentico spirito di servizio. La vostra presenza è stata, per tante famiglie, un prezioso punto di riferimento: nel lavoro quotidiano presso il nostro Polo Educativo per l'infanzia, così come in parrocchia e nelle corsie del locale ospedale, avete saputo offrire ascolto, cura, attenzione e una testimonianza concreta di fede e umanità. Avete accompagnato generazioni con pazienza e amore, lasciando un segno profondo nelle nostre vite e nella storia della nostra comunità."
"Accogliamo con commozione la notizia del vostro rientro in Casa Madre. È un saluto - si legge ancora nel testo preparato dalla scuola dell'infanzia - che ci colma di tristezza, perché sappiamo quanto sarà difficile non avere più accanto persone così care e importanti. Allo stesso tempo, siamo consapevoli del valore immenso della vostra vocazione e delle difficoltà che oggi molte comunità religiose vivono a causa della scarsità di nuove vocazioni. Per tutto ciò che avete donato, per il bene seminato giorno dopo giorno, per la vostra testimonianza silenziosa ma luminosa, vi diciamo grazie di cuore".
"Vi accompagniamo con l'affetto, la preghiera e la riconoscenza di tutta la comunità, certi che il legame costruito in questi anni resterà vivo e indelebile. Che la Madonna sia sempre accanto a voi. Con profondo affetto e gratitudine, a nome di tutto il personale e del Consiglio di Amministrazione della scuola dell'infanzia del Bambino Gesù": così termina il saluto riconoscente alle tre religiose.
da La Libertà del 22 giugno 2026
A seguire il testo del saluto pronunciato, a nome della comunità, dal diacono Marco Fornasari al termine della Messa di ringraziamento e di commiato celebrata domenica 14 giugno nella Basilica di Pieve.
Care Suor Tarcisianna e Suor Renata,
devo confessare che non è facile, in un momento come questo, riuscire a trovare le parole giuste per esprimere un sentimento di gratitudine che coinvolge tutta la comunità.
E come spesso accade quando ci si sente un po' disorientati, è proprio la Parola di Dio che viene in nostro aiuto.
Il Vangelo di oggi, infatti, sembra quasi scritto per noi, per questo momento. E una di quelle volte in cui si ha la sensazione forte che la Scrittura ci stia precedendo e ci stia indicando il modo giusto per leggere ciò che stiamo vivendo, perché lo sappiamo Lui ci precede sempre.
«Strada facendo, predicate, dicendo che il Regno dei cieli è vicino... Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.»
Questa frase è un compendio magnifico di ciò che siete state in mezzo a noi:
E allora, partiamo proprio da qui da questa Parola, strada facendo, si perché di strada, cara Suor Tarcisianna, ne hai fatta davvero tanta insieme a noi.
Più di vent'anni nella nostra comunità significano molto più di una lunga permanenza: significano vita condivisa, volti incontrati, storie custodite, generazioni accompagnate.
Ma nel ringraziare te, vogliamo oggi abbracciare con lo stesso affetto anche Suor Renata, perché il bene che avete seminato tra noi porta il volto e il cuore di entrambe, della vostra congregazione delle piccole figlie di San Giuseppe.
Avete camminato accanto alla nostra comunità con uno stile tutto vostro: fatto di semplicità, dolcezza, discrezione e profondità.
Siete sempre state presenti con quella rara capacità di essere vicine ma mai invadenti, prossime ma mai inopportune.
Accanto ai bambini e alle famiglie della scuola materna.
Accanto ai ragazzi del catechismo.
Accanto ai malati, agli anziani, a chi attraversava momenti di fatica o sofferenza.
E lo avete fatto sempre con un sorriso, con una parola misurata ma capace di arrivare in profondità, con quella delicatezza che non fa rumore ma lascia il segno.
In voi abbiamo riconosciuto una giovinezza che non ha a che fare con l'età, ma con lo Spirito.
Quella giovinezza interiore che mantiene il cuore vivo, aperto, capace di accogliere e di donarsi ogni giorno.
Nel modo di vivere la vostra vocazione abbiamo visto qualcosa di profondamente evangelico: una fede che non si esibisce, ma si fa presenza; una fede che non cerca visibilità, ma si fa servizio concreto, proprio come Maria il Fiat che anche voi in Lei avete pronunciato nei voti perpetui e vissuto pienamente nei consigli Evangelici è diventato segno visibile della Parola che si fa carne: La Parola che diventa gesto, ascolto, relazione, cura, vicinanza, prossimità
E se c'è un dono immenso che avete fatto alla nostra comunità, è certamente quello della preghiera.
La vostra preghiera è stata silenziosa, fedele, costante.
Penso in particolare al Rosario, così caro al vostro cuore.
Quante volte avete fatto scorrere tra le dita i grani del rosario portando con voi anche le nostre vite: le nostre famiglie, le nostre fatiche, i nostri dolori, i nostri malati, le nostre speranze.
Molte cose che avete fatto erano visibili.
Ma forse quelle più grandi erano proprio quelle che non si vedevano.
Perché la preghiera sostiene in profondità, spesso senza clamore, ma con una forza reale.
Il Vangelo di oggi continua con parole fortissime:
«Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.»
E ascoltandole oggi, viene da dire che quante volte e in quanti tanti modi questo è accaduto anche nella nostra comunita, attraverso la vostra presenza.
Avete lenito le nostre ferite interiori del cuore
Avete rialzato animi scoraggiati.
Avete portato pace dove c'erano tensioni, luce dove c'era tristezza, speranza dove sembrava prevalere lo scoraggiamento.
Avete scacciato i demoni molto concreti della nostra vita quotidiana: la rabbia, il rancore, la sfiducia, la solitudine, lo sconforto.
E tutto questo lo avete fatto con gratuità.
Perché avete ricevuto gratuitamente dal Signore e gratuitamente avete donato.
Care Suor Tarcisianna e Suor Renata, non ci sono parole sufficienti per esprimere la gratitudine, la stima e l'affetto che proviamo per voi. Credo che oggi lo Spirito Santo, ci fa sussultare di gioia come fece con Elisabetta alla visita di Maria, oggi vibrano
allo stesso modo le corde dei nostri cuori.
Le parole diventano melodia dell'anima e vogliamo salutarvi con il Magnificat:
L'anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore.
Questo è il canto che oggi sale dalla nostra comunità: un canto di lode e di gratitudine per il grande dono che siete state per tutti noi.
Grazie per averci accompagnato.
Grazie per averci custodito nella preghiera.
Grazie per averci portato Gesù con la dolcezza e la tenerezza di Maria.
Sappiate che resterete nel nostro cuore, nella nostra memoria e nella nostra preghiera.
Perché l'Amore che ci lega è più forte del tempo, più forte della distanza, più forte perfino della morte.
Grazie di cuore.
(N.d.A.) Suor Renata non era presente alla cerimonia, poiché ancora convalescente dopo un intervento chirurgico.

Le religiose con il parroco don Alberto Debbi il 14 giugno nella Basilica di Pieve di Guastalla (foto di Fausto Franzosi)








